1937: Quando Bartali diventò campione d’Italia a Littoria

Bartali a Littoria diventa campione italiano nel 1937, un successo tra due ali di folla festante, quasi in delirio tanto da abbattere subito le barriere protettive per avvicinarlo. Ginettaccio nell’ultima parte della stagione riconquista il titolo in prova unica di 262 chilometri, al Giro del Lazio, il 26 settembre. Per la prima volta non partecipano atleti stranieri alla manifestazione visto il delicato momento politico internazionale. Erano gli anni delle sanzioni dopo la conquista di Etiopia.

Bartali aveva vinto il Giro, si era ritirato per una grave caduta al Tour de France ma a Littoria non volle mancare nonostante non fosse al meglio della condizione fisica. Giunse in città il giorno precedente la gara e da buon cattolico praticante si recò immediatamente a trovare i Salesiani della parrocchia San Marco, familiarizzando con i convittori e conoscendo don Carlo Torello, il parroco.

La fase decisiva della corsa avviene su iniziativa di Bartali, subito dopo Nemi, il toscano parte di scatto; Bizzi è alla sua ruota, poi lo sorpassa. Nella loro scia viene avanti Del Cancia, mentre per gli altri c’è poco da fare.
Bartali impone il suo passo nell’ultimo tratto di salita del Pratone, ma Bizzi e Del Cancia gli resistono.

Al culmine della gara tricolore (quota 630 metri ed ad una trentina di chilometri dal traguardo) il terzetto ha un vantaggio di 30″ su Mollo, Bini, Servadei, Canavesi e Balli, 40″ su Mara, Bergamaschi e Mealli. I fuggitivi vanno spediti verso l’arrivo. Ai 400 metri Bartali accelera e vince trionfalmente lungo il vialone delle case popolari: 1° Bartali, 2° Del Cancia a 10 metri, 3° Bizzi. Il grandissimo Learco Guerra, 36 anni, è immediatamente ricoverato in ospedale con una spalla gonfia in seguito a una caduta in corsa a Velletri, amorevolmente curato dai medici Pio Zaccagnini e Vincenzo Rossetti.

Paolo Iannuccelli