Ariel Svoboda, la guardia tiratrice che ha incantato Latina e Scauri

Ariel Svoboda, 33 anni – guardia tiratrice, mancino – è uno dei tanti ragazzi argentini arrivati in Italia con passaporto italiano. Ha giocato con l’Ab Latina e lo Scauri. Adesso è impegnato a Palermo in serie B, e nella gara inaugurale della stagione è stato sconfitto proprio dalla sua ex squadra, lo Scauri.
Nel Bel Paese ha conquistato quattro promozioni e vinto una coppa di Lega di serie C. Ariel è cresciuto nel vivaio di Buenos Aires, nel prestigioso club del Ferrocarril Oeste. Ha giocato con la nazionale argentina under 16. Il suo cognome è davvero importante, uguale a quello di Ludwig Svoboda, uno dei leader della famosa rivolta di Praga, nel 1968 – contro i russi – con Alexander Dubcek.

“Le mie origini paterne sono chiaramente ceke – dice Ariel -, ho sentito parlare spesso di questo importante personaggio, i miei nonni materni erano invece di Genova e Reggio Calabria”. Ha cominciato a Novara, in lega 2 e under 21, assistito dal procuratore latinense Giorgio Montano, poi nel 2006 si è trasferito nel capoluogo pontino: “A Latina – dice – sono stato accolto molto bene, ricambiando l’affetto dei tifosi con tanti canestri e credo di avere raggiunto buoni risultati grazie alla fiducia della società e del coach Andrea Zanchi e Gianni Benedetto. Ho avuto un rapporto con la città sempre bello, di stima, e questo ha ripagato la mia professionalità e l’impegno”.

Sei noto per essere un giocatore con ruolino disciplinare da primato, ti riconosci in questa definizione? “Il mio carattere è tranquillo e questo mi ha permesso di non avere mai grossi problemi. Anche io mi talvolta mi arrabbio, mi arrabbio tantissimo e lo faccio anche vedere, come ricorderà qualcuno. Nel gioco è difficile mantenere il controllo, le pulsazioni sono alte, è difficile contenersi. E poi in Italia il basket può metterti veramente sotto pressione. Insomma può capitare di scoppiare, ma l’importante è essere uomini, chiedere scusa quando si sbaglia, questo credo conti tantissimo.

Come giudichi gli eccessi …. “Il basket a volte spinge agli eccessi, è un business, le pressioni possono essere veramente molto forti, un giocatore in Italia entra in campo con una grandissima responsabilità”.
Si dice che tu viva il basket senza farti toccare dai suoi eccessi. “E’ vero”.

Tu hai la doppia cittadinanza, quali sono le differenze più marcate tra l’Argentina e l’Italia e cosa non ti va giù degli italiani? “Sono paesi molto simili e ci sono poche differenze, per questo i giocatori argentini si ambientano molto bene in Italia. In Argentina siamo tutti figli di emigranti e le nostre abitudini sono veramente vicine”.

C’è un altro sport che ti piace oltre il basket? “Mi piacciono tutti gli sport e se mi capita li pratico volentieri”.
La tua città preferita? “Roma è molto bella, mi ha colpito per la sua atmosfera magica“.

Paolo Iannuccelli