Civitavecchia di Arpino: un posto incantevole a due passi da casa

Tra i borghi più belli d’Italia una trasmissione televisiva ha citato recentemente Civitavecchia di Arpino, in provincia di Frosinone, un posto incantato che merita una visita. Dal leggendario Arpinum – il paese di Cicerone, Caio Mario, Marco Vipsanio Agrippa, Giuseppe Cesari – si arriva dopo tre chilometri a Civitavecchia. Una volta in cima vi attende un grandioso spettacolo, dallo sprofondo ai lontani orizzonti, un vero godimento per cultura e svago. La valli del Liri e del Fibreno disegnano un paesaggio maestoso in un’atmosfera ovattata.

La grandiosità delle mura ha suggerito alla fantasia il nome di mura pelasgiche o ciclopiche. Gli esperti ritengono sia chiamare questo tipo di mura “poligonali” proprio per la forma che presentano gli enormi massi, sovrapposti l’uno sull’altro. Il sistema difensivo di Arpino è il più esteso esistente in Italia.

Certamente l’arco a sesto acuto – favoloso – porta arcaica d’ingresso all’Acropoli, rievoca il sistema costruttivo delle gallerie di Tirinto e Micene. È l’unico esistente al mondo. Il monumento è alto 4,20 metri ed è formato da blocchi sovrapposti che si restringono verso la cima, tagliati obliquamente sul lato interno.

La Torre di Cicerone

“Torre di Cicerone” viene chiamata la splendida torre medioevale di Civitavecchia, recentemente restaurata e visitabile con uno slancio particolare in una dimensione inimmaginabile.
Entrando dalla Porta, costruita dopo l’inglobamento di quella arcaica in un torrione circolare che ne aveva impedito l’accesso al borgo, troviamo un’alta torre quadrangolare, dedicata a Cicerone, eretta a difesa di un recinto che costituiva il castrum, racchiuso da mura medioevali.
A fianco dell’arco a sesto acuto un vero gioiello settecentesco: la chiesa della SS. Trinità, fu fatta costruire nel 1720 dal Cardinale Giuseppe Pesce.

Si arriva, poi, alla chiesa di S.Vito del XVI secolo, a tre navate. Sull’altare maggiore una tela di Giuseppe Cesari detto Cavalier d’Arpino raffigurante S. Vito, S.Crescenza e S. Modesto e la statua di S.Vito dello Stolz, artista sudtirolese. Da lì potrete osservare il panorama dalla veranda-balconata esistente, con sensazioni ineffabili e di fascino, bellezze panoramiche e civiltà remote, tra sogno, fantasia e realtà. Civitavecchia, con la sua acropoli, è stata più volte visitata da un illustre archeologo come Re Gustavo Adolfo di Svezia, dallo storico tedesco Erich Schmidt.

Paolo Iannuccelli