Il PD, un partito che va ripensato

Si avvicinano le elezione europee. In provincia di Latina, come in tutta Italia, si svolge una poco sentita e fiacca campagna elettorale con rari contenuti che riguardano l’Europa. Si ascoltano tanti discorsi strettamente localistici con in testa addirittura fatti personali, lontano dei temi che un votante vorrebbe ascoltare guardano a Strasburgo e alla sua enorme importanza.

Il risultato delle elezioni in Spagna potrebbe risvegliare l’anima del Partito Democratico e della Sinistra. Il Pd sinora è rimasto quasi assente dalla contesa, proponendo qualche sporadica iniziativa a carattere culturale di stampo snobistico e salottiero, lontano da fabbriche, campi agricoli e luoghi di lavoro. Eppure, riportare il popolo della sinistra alle urne è un impegno prioritario, i delusi vanno messi in condizione di cambiare idea e cambiare il corso politico attuale.

Si può fare in fretta cambiando strategia, evitando di essere minoritari tra i poveri e le giovani generazioni. E’ un partito che va ripensato attraverso l’organizzazione, ma anche cambiando modo di agire sul territorio. Oggi il 25% della ricchezza è nelle mani dell’ 1% della popolazione. O si cambia questo o la gente non segue il Pd che deve ricostruire un rapporto con pezzi di società che ha perso, penso alle elezioni comunali a Monfalcone e Sesto San Giovanni. Vanno posti in testa ai pensieri dei dirigenti e militanti del partito di Nicola Zingaretti gli ultimi, le persone in difficoltà, i giovani, le grandi periferie, un pezzo di classe media sempre più preoccupata di perdere quello che ha guadagnato con fatica.

Paolo Iannuccelli

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