(INTERVISTA) Non solo tribunale e carte, Giovanni Lauretti a tutto campo sullo sport

Giovanni Lauretti (foto: webradio IusLaw)

di PAOLO IANNUCCELLI

Gianni Lauretti, 55 anni, è il presidente dell’Ordine degli Avvocati di Latina. Ex giocatore di basket di buon livello, si è sempre interessato di sport, anche come giudice sportivo della Fip provinciale. Il mese scorso è stato rieletto alla guida dell’Ordine con grandi numeri. L’ho conosciuto quando frequentava il campo di via Pio VI indossando la maglia della Pallacanestro Latina, poi ha giocato con Cassino, Sezze, Civitavecchia, Alatri. Era un difensore duro, di quelli che fanno dannare chi attacca, sapeva inoltre costruire il gioco con acume tattico: un vero playmaker. Gianni è un affermato penalista, molto apprezzato nel Lazio.

Gianni, parlaci di sport

Da sempre seguo lo sport con molta attenzione, specie in ambito locale. Devo dire che nonostante in provincia di Latina vi sia un interessante movimento in tutte le discipline sportive, con punte di eccellenza nel volley, basket, pallanuoto, canottaggio, calcio dilettantistico e giovanile, la situazione degli impianti, soprattutto pubblici, è disastrosa e costringe le società sportive, quasi tutte dilettantistiche, ad enormi sforzi per sopravvivere e questa situazione non fa senz’altro onore alla nostra classe politica.

Come vedi la Latina sportiva?

Lo sport è praticato da migliaia di Latinensi, soprattutto a livello amatoriale, ma da anni, anche a causa della crisi, le sempre più scarse risorse economiche non consentono una adeguata programmazione e tutto sembra lasciato troppo al caso. Questo impedisce una crescita proporzionata alle nostre potenzialità. Purtroppo le carenze nell’impiantistica accentuano questo freno ad una definitiva consacrazione a livello nazionale. Spero si faccia qualcosa per migliorare la situazione esistente, anche perché da sempre lo sport è considerato il miglior biglietto da visita della città.

Com’è il rapporto tra gli avvocati pontini e lo sport?

Gli avvocati di Latina sono impegnati nei campionati nazionali con successo in varie discipline. Nel calcio a 11 siamo stati vice campioni d’Italia battuti solo da Bari ed abbiamo disputato 3 campionati del Mondo arrivando quinti a Malta. Nel beach volley disputiamo da 13 anni il Memorial Laganà, nel tennis siamo stati diverse volte campioni d’Italia ed abbiamo elementi di spicco anche nell’atletica, nella maratona, nel triathlon e nel ciclismo. Colleghi come Fontana, Napoleone, Sperduti, Di Girolamo e Di Leginio assistono in importanti processi sportivi grandi campioni dello sport. Abbiamo tenuto corsi di diritto sportivo che possono creare possibilità di lavoro alle nuove generazioni e colleghi quali Di Leginio, Erasmi, Sperduti e Argano hanno avuto importanti incarichi federali nel calcio, nel basket e nelle arti marziali

Dicci come immagini la città di Latina tra 20 anni.

Credo che da un punto di vista urbanistico la città non avrà un grande incremento ed immagino uno sviluppo orientato verso la marina che dovrà essere valorizzata con la creazione di un porto turistico che sia all’ altezza della bellezza del paesaggio e delle località balneari della provincia. Da un punto di vista sociale immagino una città sempre più a vocazione multirazziale vista la tradizione di accoglienza e di integrazione che da sempre ha caratterizzato la popolazione pontina.

Quali sono le tue impressioni sulla mancata qualificazione della nazionale ai mondiali di calcio?

È vissuta come una vera e propria disgrazia nazionale ed in effetti avrà dure ripercussioni sull’immagine del Paese e sulle finanze della Federcalcio. Credo, però, che debba essere un momento di riflessione e di rinascita perché purtroppo solo dopo grandi cadute come questa in Italia si ha il coraggio di fare un po’ di pulizia a tutti i livelli e risanare l’ambiente che deve poter programmare, con persone che abbiano idee nuove, per tornare ai livelli che tradizionalmente ci competono nell’élite calcistica mondiale.