La casa editrice di Latina Tunuè dedica un libro a fumetti a Dorando Pietri, ecco chi era

La casa editrice Tunuè di Latina, in collaborazione con Uisp, ha pubblicato un bellissimo libro a fumetti dedicato a Dorando Pietri, un storia di cuore e di gambe. Leggendole a apprezzandolo, grazie alla bravura di Antonio Recupero e Luca Ferrara, mi sono incuriosito e guardando alcune vecchie ingiallite scartoffie di famiglia ho scoperto che mio nonno, industriale nel campo alimentare, acquistò negli anni Trenta la sua casa natale a Mandrio, una piccola frazione di Correggio. Ora vi troviamo un simpatico bed and breakfast.

Dorando Pietri, nato nel 1885, è stato un grande maratoneta passato alla storia per la maratona ai Giochi olimpici di Londra 1908. Dorando nacque in una famiglia di contadini. Nel 1897 il padre Desiderio lasciò i campi per aprire un negozio di frutta a Carpi. Nel settembre del 1904 il più famoso podista italiano dell’epoca, Pericle Pagliani, partecipò ad una gara proprio a Carpi. Si racconta che Pietri, attirato dall’evento, si sia messo a correre dietro Pagliani e sia arrivato insieme a lui, anche se fuori classifica

La maratona olimpica londinese era in programma il 24 luglio 1908. Per la prima volta il percorso si snodava su 42,195 km. Mancavano ormai un paio di chilometri all’arrivo, ma Pietri si trovò a fare i conti con l’enorme dispendio di energie, la stanchezza gli fece perdere lucidità. Arrivato allo stadio, sbagliò strada. I giudici lo fecero tornare indietro, ma Pietri cadde, si rialzò con il loro aiuto ma era ormai stremato.

Era ad appena 200 metri dal traguardo. Attorno a lui sulla pista i giudici di gara e alcuni medici accorsi per soccorrerlo. Pietri cadde altre quattro volte, fu aiutato a rialzarsi ma continuò barcollando ad avanzare verso l’arrivo. Quando riuscì a tagliare il traguardo, sorretto da un giudice e un medico, era esausto.
Il suo tempo finale fu di 2h54’46″4 su 42,195 km. Poco dopo di lui arrivò lo statunitense Johnny Hayes. La squadra americana presentò un reclamo per l’aiuto ricevuto da Pietri che venne accolto. Il correggese fu squalificato e cancellato dall’ordine di arrivo della gara.

Il dramma di Dorando Pietri commosse gli spettatori dello stadio. A compensarlo della mancata medaglia olimpica, la regina Alessandra lo premiò con una coppa d’argento dorato. Il 25 novembre 1908, al Madison Square Garden di New York, andò in scena la rivincita tra Pietri e Hayes. Il richiamo era enorme: ventimila spettatori presenti e altre diecimila persone erano rimaste fuori perché non c’erano più biglietti. Vinse Dorando.
L’ultima gara avvenne il 15 ottobre 1911 a Göteborg in Svezia e si concluse con l’ennesima vittoria di Pietri. In tre anni di professionismo e 46 gare, Dorando Pietri guadagnò oltre 200.000 lire solo di premi. In più riceveva dal suo agente una diaria settimanale di 1250 lire. Morì a Sanremo nel 1942.

Paolo Iannuccelli