Latina – Franco Amodio, un “umbro verace” funzionario delle Poste e giornalista sportivo

Francesco Amodio è scomparso nel gennaio del 2000 in una serata dal freddo pungente. Nella sua abitazione, in piazza Manuzio, subito un accorrere di familiari e amici, non potevo mancare. Era un uomo forte e laborioso che conobbi nel lontano 1963, appena arrivai a Latina da Correggio, in provincia di Reggio Emilia. Francesco, detto Franco, era lo zio di Gianclaudio Pennacchia, mio compagno di scuola a piazza Dante con il maestro Pietro Cardoni che ricordo con vero piacere.

Amodio – umbro verace – era giunto in Agro da giovane ed aveva sopportato la bruttura della guerra, spesso citava lo sfollamento in seguito ai bombardamenti. Poi si era creato una posizione come funzionario delle Poste e giornalista sportivo. Una “penna” che ha raccontato tante vicende accadute sui campi di gioco sulle colonne del “Messaggero”, di “Latina Oggi”, del “Mattino”, partecipava come ospite a trasmissioni televisive.

Un uomo tutto di un pezzo, polemico al punto giusto, appassionato del suo Latina Calcio, una squadra che ha sempre seguito più da tifoso che da cronista. Si esaltava per i tanti successi dei nerazzurri, per Franco la domenica era un giorno davvero speciale, da vivere prima con la pallacanestro poi con il football. Amodio ha scritto belle pagine anche sui pionieri della bonifica pontina, li ascoltava con religiosa attenzione, poi riportava sul giornale cose spesso sconosciute, delle vere e proprie “chicche”.

Era impegnato nel sociale, sempre a favore dei più deboli, un socialista che non ha mai tradito gli ideali. Quando vedeva una partita di basket Franco si infiammava per le giocate del nipote Gianclaudio al quale era particolarmente legato.

Paolo Iannuccelli