Litorale laziale: troppe morti per mancanza di defibrillatori

Troppe morti sul litorale laziale per mancanza di defibrillatori. Nel periodo estivo, gli stabilimenti balneari accolgono un numero cospicuo di persone dalle più svariate età e patologie che trascorrono la gran parte del tempo in spiaggia. Ciò, di per sé, comporta una maggiore probabilità che un arresto cardiaco possa verificarsi in questi luoghi. Inoltre, gli avventori di queste strutture spesso sono impegnati in qualche attività fisica che comporta sforzo fisico variamente associato a sudorazione.

Gli stabilimenti balneari vengono scelti dai bagnanti in base alla presenza o meno di certe attrezzature, in base alla comodità delle sdraio o dei lettini e in base alla presenza di aree dedicate ai cuccioli e ai bambini. Il tutto per cercare il più possibile di rilassarsi e di godersi la vacanza in tutta tranquillità.

In quest’ottica, un cliente informato o afflitto da problemi cardiaci sarebbe molto più sollevato nel sapere che nello stabilimento balneare in cui intende trascorrere un periodo di vacanza sono presenti diverse postazioni dotate di defibrillatori DAE semiautomatici esterni.

Il defibrillatore all’interno degli stabilimenti balneari ha un’importanza tale per cui la regione Emilia Romagna, tramite l’ordinanza Balneare n. 1/2014, ne ha sancito l’obbligo nelle proprie spiagge a partire dall’inizio della stagione balneare 2014.
A prescindere dall’obbligo di legge, però, dotare lo stabilimento balneare di una postazione di defibrillazione ad accesso pubblico significherebbe in ogni caso rivolgere un’attenzione maggiore alla propria clientela, considerando, soprattutto, che le malattie cardio-vascolari sono la principale causa di morte nel nostro Paese.

Alessio Zonta