M5S: “Ingerenze politiche e sindacali nella gestione della sanità del Lazio”

“Dai casi dello Spallanzani, all’IFO, passando dalla Asl di Frosinone e dall’ospedale di Tivoli siamo arrivati oggi al caso dell’ospedale Grassi di Ostia: appare chiaro che negli anni valori come merito, esperienza e professionalità hanno lasciato il posto ad opportunismo, clientelismo e nepotismo. In questi anni siamo riusciti, grazie a continue e pressanti segnalazioni di cittadini ed operatori sanitari, a costruire una prima mappa delle ingerenze politiche e sindacali nella gestione dei nostri ospedali”. Lo afferma il M5S del Lazio.

“Da tutti gli atti presentati dal M5S emerge un panorama nel quale direttori generali, primari o singoli professionisti vengono selezionati, nominati, assunti, promossi o spostati solo in base alla loro fedeltà ad un politico di riferimento (locale, regionale o nazionale) e in base alla loro tessera sindacale. Le scelte relative a quali ospedali rafforzare oppure tagliare, sono frutto di questo scellerato “sistema di relazioni di potere” politica-sanità, che risponde solo a logiche di influenza politica e ad interessi elettorali. Un sistema molto ben oliato negli anni, che si regge grazie a complicità di sindacalisti corrotti o compiacenti e grazie a funzionari regionali che non effettuano alcun tipo di controllo e verifica. Ma il sistema stesso sta implodendo a causa delle pesanti disparità che esso stesso genera e per le pesantissime ricadute sulle stesse vittime: i pazienti, che hanno bisogno di cure ed assistenza di qualità nella sanità pubblica. L’ultimo caso è, appunto, l’ospedale Grassi di Ostia. A differenza di tutti i casi segnalati precedentemente dal M5S, proprio su questo particolare ed importante ospedale, si è verificato un fatto molto strano: il MoVimento 5 Stelle ha presentato agli uffici del Consiglio Regionale del Lazio l’atto tramite procedura di protocollo informatico standard. Questo atto, scopriamo dopo un paio di giorni quando la mozione viene pubblicata sul sito del Consiglio, che è stato “censurato” per ben 37 volte. Sono stati sbianchettati tutti i nomi che appaiono nella mozione 5 stelle originale, dal primo all’ultimo. Ieri lo abbiamo segnalato pubblicamente durante la seduta d’aula del Consiglio Regionale. Oggi invieremo una lettera alla Presidenza del Consiglio Regionale e a tutti i membri dell’Ufficio di Presidenza, chiedendo anche un parere ufficiale al Responsabile della Prevenzione della corruzione e della trasparenza ed alla responsabile della Segreteria Generale”.