#Ponza – Ciro Savino, giornalista e barcaiolo, per tutti era "Il Messicano"

Se ho scoperto Ponza devo ringraziare l’amico Bruno Poeta, scomparso recentemente.

Era il mese di luglio del 1989, Bruno mi chiese di accompagnarlo sull’isola. Doveva riscuotere dei soldi da un suo cliente al quale forniva materiale per l’edilizia: Gino di Sigaretta. Partimmo da Terracina a bordo del della famiglia Mazzella, arrivammo al porto. Ci imbarcammo su un gozzo di piccole dimensioni per il classico giro dell’isola per poi andare a pranzo al ristorante di Ciro Parisi.

Il barcaiolo era conosciuto dai ponzesi come ‘Il Messicano’. In pochi sapevano il suo nome e cognome. Ciro Savino, conosciuto da tutti come ‘Il Messicano’, è deceduto anni fa in una clinica di Terracina, dopo una lunga malattia.

Un personaggio unico e pittoresco, arrivato a Ponza alla fine degli anni sessanta per collocare un’insegna luminosa alla nascente Pasticceria Napoletana, dove si gustano ottime sfogliatelle.
Da qual momento, Ciro ha lasciato l’attività di giornalista, scrittore, editore di guide turistiche, per dedicarsi al mestiere di barcaiolo in cerca di turisti pronti al bellissimo giro dell’isola. Il Messicano amava i cani, il suo preferito era un bastardino chiamato Marinaio, sempre in barca con lui. Ciro è stato al centro di tanti episodi curiosi, spesso rimaneva senza carburante, oppure si dimenticava di riprendere i vacanzieri a Lucia Rosa lasciandoli (beati loro) sugli scogli. Gli appuntamenti di lavoro lo distraevano spesso, non aveva un’agenda. Si è dedicato anche alla vita politica, candidandosi – nel 1997 – alle elezioni amministrative con la lista Fiamma Tricolore. Ha raccolto un solo voto ma non è stato lui a mettere la croce, era lontano da Ponza. Il Messicano che abitava alle Forna, sopra le piscine naturali, era un uomo solitario, contava pochi amici, preferiva passare le serate a scrivere articoli per Il Moscerino, giornale da lui diretto: una sorta di bollettino ponzese, con rimbrotti a destra e manca e molte verità. Era editore e stampatore. Talvolta, i suoi detrattori lo hanno minacciato di querele per diffamazione a mezzo stampa ma Savino ha tirato dritto, senza mai chinare il capo. L’inverno lo trascorreva a Capri, ospite in un albergo lussuoso di un suo estimatore, talvolta girava per Gaeta, altra cittadina che lo aveva in parte adottato.

Paolo Iannuccelli