Romano De Checchi, il primo orologiaio di Latina

Romano De Checchi, il primo orologiaio di Latina, è arrivato nel 1934 da Campodarsego di Padova, era un esperto del settore, seppur giovanissimo. Romano, che hanno conosciuto e stimato in tanti, cominciò a lavorare da mattina a sera in piazza San Marco accanto al negozio del gioielliere Dante Wiquel, per poi traferirsi in corso della Repubblica, in un piccolo rifugio nel retrobottega, pieno di ogni cosa. L’orologiaio è oggi un mestiere a rischio estinzione, i giovani guardano l’ora sul telefonino ma Romano di sveglie e orologi ne ha riparati tanti, dovevi aspettare anche un mese per essere accontentato.

Nessuno si lamentava, lui era un vero personaggio che sapeva addolcire tutti. Nei pochi momenti liberi il De Checchi, single a vita per scelta, giocava a biliardo al bar Poeta, era davvero bravo nella specialità boccette, non disdegnava poi battute a caccia domenicali. Erano tempi difficili – specialmente nel dopoguerra – i coloni la pagavano in natura oppure a rate, lui non batteva ciglio. Tra i suoi migliori amici figurava il pittore pontino Rinaldo Saltarin.

Romano era artigiano e talvolta commerciante, accomodava gli orologi, smontando e lavorando di precisione. L’orologio è per molti un oggetto di culto a cui i proprietari sono affezionatissimi. Uno dei suoi motivi di d’orgoglio professionale era avere clienti in tutta la zona, anche a Roma.

Il buon e inimitabile Romano De Checchi è stato capace di instaurare un rapporto fiduciario con la clientela grazie alle caratteristiche peculiari del lavoro artigiano: abilità manuale, serietà professionale, massima disponibilità, simpatia, legame profondo con il territorio, un punto di riferimento a Littoria, poi Latina.

Paolo Iannuccelli