Sophia Loren e Ponza, un amore mai dimenticato

Sophia Loren e Ponza, un amore mai dimenticato. La grande attrice italiana ha partecipato nel 1953 a Ponza alla realizzazione del film “Africa sotto i mari” con regista Giovanni Roccardi, genere: avventura documentario.
Il “Bagnino del Frontone”, Salvatore Mazzella, scomparso anni fa, ricordava con grande lucidità i giorni passati dalla Loren sull’isola lunata. Salvatore Mazzella è apparso tante volte in televisione per raccontare le sue storie, soprattutto quella vissuta con protagonista Sophia Loren, allora 19enne, mentre girava a Ponza il film “Africa sotto i mari”.

“Facevo il bagnino al Frontone, dove erano state realizzate 35 cabine – raccontava Salvatore -, e mi fu chiesto un piroscafo in affitto. Sophia lo utilizzò per una gita insieme al suo collega, l’attore Antonio Cifariello, deceduto nel 1968, in un incidente aereo nello Zambia. Erano entrambi napoletani e si resero conto immediatamente delle bellezze naturali di Ponza. Passai l’intera giornata a lavorare affittando ombrelloni e pulendo la spiaggia, arrivò la sera e mi ricordai di aver affittato un motoscafo che non era più rientrato nella baia di Frontone. Cominciai a preoccuparmi, allora non esistevano telefonini o altri mezzi per collegarsi con le barche date in affitto. Salii immediatamente su una lancetta e trovai il motoscafo di Sophia ed Antonio in panne, a tre miglia da Frontone, vicino lo Scoglio della Botte.

Era buio. I due erano arrabbiatissimi perché non avevano avuto più la possibilità di far funzionare il motore. Me ne dissero un po’ di tutti i colori. Sophia rabbrividiva dal freddo e le prestai il mio maglione blu marino. Trainai il motoscafo fino al Frontone e gli chiesi 500 lire per l’affitto. Naturalmente, mi dissero che non mi avrebbero dato una lira. Dopo quello che hai combinato pretendi anche i soldi? Dopo una settimana Sophia mi riportò il famoso maglione che non potei più indossare perché il suo seno prosperoso lo aveva allargato a dismisura. Era profumatissimo, tutti i compagni di lavoro mi presero in giro bonariamente. Poi non feci altro che regalare quel maglione a una mia amica, Maria, anche lei molto dotata”. Così Salvatore Mazzella.

Paolo Iannuccelli