Basket – Amo Scauri, lo confesso: 70 anni di storia tra sconforto ed esaltazione

Amo Scauri, lo confesso. Sono più di 70 anni di basket a Scauri, anni di storia fatta di momenti di sconforto e massima esaltazione. Tutto condito con l’orgoglio, la grinta, la carica agonistica e la spinta dei suoi meravigliosi tifosi. Sono stati, sono e saranno sempre la caratteristica del Basket Scauri. Scauri è sinonimo di pallacanestro. Un piccolo centro balneare in provincia di Latina, una frazione di Minturno con 7.500 abitanti, è capace di calamitare centinaia di persone nel bel palazzetto dello sport. Scauri, quasi al confine con la Campania, si estende in pianura tra il Mar Tirreno e i Monti Aurunci.

II nome della cittadina trae origine da Marco Emilio Scauro, Console romano nel 115 a.C., il quale possedeva nel porto di Pirae (questo è il vecchio nome della località) una splendida villa marittima. La palla a spicchi è un’antica tradizione. La famiglia Mancini – proveniente da Latina dove gestiva l’esattoria comunale – diede il primo impulso al basket. Massimo Mancini, era in prima linea, competente ed appassionato, con lui: Franco Carcone ed Ernesto Ciufo. Domenico lanniello, detto Mimmo o Mimì, ha rappresentato per lunghi anni un vero e proprio pilastro della pallacanestro scaurese. Insegnante di educazione fisica, è sempre stato al centro dell’attenzione del mondo sportivo, politico, giornalistico e mondano. La Democrazia Cristiana è stato il feudo politico di Mimmo, una passione sfrenata per biancofiore e scudocrociato, tanti anni passati sui banchi del Consiglio Comunale di Minturno. Tante battaglie anche nelle sedi del partito che ha sempre avuto una larga rappresentanza politica. Ianniello cercava di inserire dei “suoi” candidati in lista, trascorreva intere nottate a studiare le strategie.

Mimmo è stato uno dei primi allenatori regolarmente retribuiti in provincia di Latina. Dopo aver guidato lo Scauri, è passato al Cassino, poi all’Isernia. Nella “Città Martire” era molto conosciuto: insegnava pallacanestro all’Isef. I suoi battibecchi con l’avvocato Luciano Marinelli, coach affermato di Latina scomparso recentemente, sono sempre stati al centro dell’attenzione, con scaramucce verbali e polemiche sui giornali locali.
Il buon Ianniello ha fatto parte del direttivo dell’associazione italiana organizzatori tornei di pallacanestro, un incarico prestigioso vista la sua esperienza in materia. Ha sempre aiutato tutti, in molti devono parte delle loro fortune dello sport a quel distinto signore con la battuta sempre pronta e pungente. Il primo campo sterrato fu una palestra di vita per i pionieri. Enzo e Mimmo lanniello erano tra i primi ad arrivare, La bellissima arena sul lungomare diventò poi il fulcro di tutta la pallacanestro scaurese.

Un personaggio simpaticissimo era il custode dell’arena “Sor Golino”, lo chiamavano tutti così. C’era un tavolo da pingpong all’interno della struttura e un piccolo bar per rinfrescarsi dopo gli allenamenti o le partitelle 3 contro 3. Nel 1969 un fatto doloroso. Filippo Mallozzi mentre giocava fu colto da arresto cardiaco, inutile la corsa verso l’ospedale. Morì a soli 20 anni. L’arena fu dedicata proprio a lui, un ragazzo amato e stimato. E gli arbitri? Gli ottimi Castagnaro e Falco raggiunsero la serie C. Erano davvero bravi, a Scauri anche una “scuola arbitrale”. Lo Sporting Club Scauri diede vita a derby d’altissimo livello tecnico nel campionato di Promozione con l’Ab Latina di Angelino Muzio, I nerazzurri schierarono, nel 1970, uno dei migliori pivot capitolini, quel Gianni Marzi che a Roma era considerato un modello di tecnica individuale.

Il telecronista Rai Aldo Giordani era sempre presente a Scauri con le sue telecronache a “Mercoledì Sport” su Rai Uno. Appariva subito sullo schermo una bella scritta: “Scauri, la perla del Tirreno”, uno spot notevole per il turismo. A fine agosto del 1968 si affrontarono Russia e Cecoslovacchia proprio a Scauri. Era l’anno della rivolta di Praga. Si guardavano in cagnesco, le due squadre nazionali. C’era tanta Polizia a vigilare. Tanti gradi giocatori nelle estati di Scauri.
Tra i personaggi più noti: Charlie Yelverton, il beniamino dei tifosi varesini giocò a Scauri divertendo con le sue giocate intelligenti e una fantasia unica nell’interpretare lo sport più bello del mondo. L’azzurro “Pierlo” Marzorati era il leader di Cantù, i bambini facevano la fila per chiedere gli autografi nella deliziosa arena.

Il play Charlie Caglieris guidava la Saclà Asti con in panca l’inossidabile Lajos Toth, coach ungherese. Tutti lo guardavano con ammirazione. Un taciturno Meo Sacchetti, adesso coach a Cremona e in azzurro, muoveva timidamente i primi passi con i grandi della Saclà, allora era timido e impacciato. Presente Luciano Vendemini, “torre” di 2.11, deceduto prematuramente nel fiore della gioventù. Il “Duca di Edimburgo”. Così lo aveva definito Aldo Giordani, dopo la vittoria dell’Italia con la Jugoslavia nel preolimpico del 1976, giocò in un torneo estivo a Scauri. Manfredo Fucile, “fuciliere” principe del basket partenopeo aceva una mano caldissima dalla media e lunga distanza. Antonio e Vincenzo Errico,fratelli di Pozzuoli, erano i beniamini del grande pubblico del “Summer basket”, a loro si aggiunse il fratello Pasquale. Tutti con la maglia della gloriosa Partenope.

Paolo Iannuccelli